Nato a Monza il 25 aprile 1993 sin da piccolo ero appassionato dal disegno e questo mi ha portato negli anni a voler comprendere sempre più a fondo il mondo dell'arte. Nel mio percorso di studi mi sono scontrato con quello che era il metodo classico di fare ed insegnare la pittura e, non trovandolo stimolante, ho preferito una visione più aperta e flessibile, con altre parole più attuale e vicina all'arte ed alle problematiche odierne. Terminati gli studi liceali mi sono iscritto all'accademia di belle arti di Brera Milano dove ho avuto un approccio libero ed estremamente fertile all'arte passata e contemporanea. Il desiderio di conoscere le varietà di linguaggi artistici mi ha portato nel tempo a viaggiare in prima persona per incontrare e rapportarmi in modo diretto con artisti in Italia ed all'estero; questo mi ha consentito di rapportare la teoria dei libri alla pratica del mio e del lavoro altrui cercando di emancipare il mio pensiero.

La ripetizione di un gesto ne svaluta l'importanza? Questa è una delle domande che mi ha mosso per la realizzazione di questi lavori. La risposta che ho trovato con il mio lavoro è no. Ogni gesto, azione, segno e tratto è alla ricerca della mera copia di quello a lui precedente. Un gesto semplice, che fa della sua semplicità appunto un ottimo esempio di quanto sia vera questa risposta. Nella ripetizione son presenti sempre delle variabili, calcolabili e non, che determinano il risultato finale del gesto. Ogni gesto, che imita il precedente, risulta di fatto unico. In ogni lavoro, le singole ripetizioni collaborano tra di loro creando composizioni leggere dove ogni traccia ha il suo spazio e dialoga con le altre. È corretto dare quindi il giusto peso ad ogni azione "ripetitiva" che compiamo nel nostro quotidiano, poiché ogni azione è e resta unica, non deve esser generalizzata e di conseguenza sminuita ma bensì apprezzata per la sua unicità.